AMNESTY INTERNATIONAL

Ci sono bambine che hanno dovuto rinunciare alla loro infanzia troppo presto.

 

Secondo le stime dell’UNFPA 2015, 13,5 milioni di ragazze ogni anno nel mondo sono costrette a sposarsi prima dei 18 anni con uomini molto più vecchi di loro; 37 mila bambine ogni giorno a cui, di fatto, viene negata l’infanzia.

Isolate, tagliate fuori da famiglia e amicizie e da qualsiasi altra forma di sostegno, perdono la libertà e sono sottoposte a violenze e abusi. Molte di loro rimangono incinte immediatamente o poco dopo il matrimonio, quando sono ancora delle bambine.

 

Il matrimonio precoce colpisce ogni aspetto della vita delle ragazze. Una volta date in sposa, queste ragazze hanno poco o nessun accesso all'istruzione; corrono un rischio maggiore di subire pericolose complicanze - potenzialmente letali - durante la gravidanza e il parto, di contrarre l'Hiv, e sono soggette a violenza domestica e sessuale.

 

Il matrimonio precoce è una violazione dei diritti umani. È illegale secondo il diritto internazionale ed è vietato in molti dei paesi che registrano un alto tasso di matrimoni precoci, ma le leggi esistenti non vengono spesso applicate oppure forniscono eccezioni per ottenere il consenso dei genitori o per le pratiche tradizionale.

 

Inoltre viola i diritti fondamentali delle bambine e delle adolescenti, costringendole ad assumersi le responsabilità legate al matrimonio (vita sessuale, maternità, doveri domestici) senza avere l’adeguata maturità né la possibilità di scegliere. Le gravidanze precoci mettono a rischio la loro vita e la loro salute. Infatti le ragazze tra i 10 e i 14 anni hanno probabilità 5 volte maggiori - rispetto a quelle tra i 20 e 24 – di morire durante la gravidanza e il parto. I bambini nati da matrimoni precoci hanno maggiori probabilità di nascere morti o di morire nel primo mese di vita.

 

Il 2 luglio 2015, il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite ha adottato la prima Risoluzione sulla prevenzione e l’eliminazione dei matrimoni precoci e forzati. Il testo ribadisce che i matrimoni precoci e forzati rappresentano una violazione dei diritti umani, in particolare delle donne e delle bambine. La Risoluzione si rivolge agli stati e sottolinea l’importanza del coinvolgimento dell’intera società civile per rafforzare il monitoraggio e gli interventi di prevenzione a contrasto di questo fenomeno (United Nations, General Assembly, Resolution A/HRC/29/L.15).

Per difendere e proteggere le bambine dai matrimoni forzati e da altre forme di violenza, dal 18 ottobre all’1 novembre, Amnesty International Italia – di cui quest’anno ricorre il 40° anniversario – lancia MAI PIÙ SPOSE BAMBINE campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi tramite SMS solidale al 45594.

 

Amnesty International Italia intende così sensibilizzare l’opinione pubblica su questo fenomeno che si radica nella povertà, nella discriminazione e nell’arretratezza culturale; incrementare l’attenzione dei governi nei paesi in cui è presente questa pratica affinché sia bandita; favorire l’avvio di indagini imparziali, tempestive ed esaurienti su ogni denuncia di violazione dei diritti umani basata sulla discriminazione; contribuire a far sì che le bambine non subiscano decisioni riguardanti il loro corpo che siano causa di violazioni dei diritti umani e di vivere la propria vita senza interferenze da parte di altri.

 

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