AISLA - IN FIN DEI CONTI LE MALATTIE NON SONO TUTTE UGUALI

“Garantire una vita più dignitosa ai malati di SLA, costa. AISLA lo fa ad ogni costo”. Questo è il cuore del messaggio che AISLA veicola attraverso la campagna di comunicazione di quest’anno. In assoluta controtendenza rispetto al carico di retorica con cui solitamente vengono circonfuse le tematiche così delicate e drammatiche, è stato scelto di spostare il focus dalla condizione del malato in senso stretto alle implicazioni generate della malattia. La mobilitazione che si intende suscitare si fonda dunque, al di la del sentire, sul capire. Nello spot  la macchina da presa entra con delicatezza nella stanza di un malato di SLA, ma anziché insistere sulla sua condizione, fa i conti con la dimensione infrastrutturale e assistenziale che la SLA determina. Attorno al malato ogni cosa ha un prezzo visibile, come in un catalogo IKEA. Un letto speciale, un materasso, una sedia a rotelle, il supporto per consentire al malato di “stare in piedi”, lo strumento che consente la “comunicazione ottica”, il personale specializzato, il  “centro di ascolto multidisciplinare “ che da solo costa oltre 100.000 euro all’anno. Ogni articolo ha un costo.

L’emozione, la sensibilizzazione verso una condizione che clinicamente si complica giorno dopo giorno, la solidarietà verso chi è colpito da una patologia drammatica, fanno i conti con le implicazioni che ne discendono.

I primi a essere toccati da una malattia così devastante sono proprio le famiglie dei malati, coloro verso i quali pesa il decorso sempre più oneroso della malattia.

Non è certo per superficialità che AISLA ha deciso di mettere in ombra la dolorosa condizione del malato: lo ha fatto coscientemente, strategicamente, per mettere in luce il costo umano, tecnologico, infrastrutturale determinato dalla malattia. In collaborazione con la Aldo Basi Comunicazione, l’AISLA non si ferma alla narrazione di una malattia impressionante, arriva al risvolto altrettanto impressionante dei costi.

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